AUTOVALUTAZIONE D'ISTITUTO

REPORT FINALE

 

DIRIGENTE SCOLASTICO

Prof.ssa M. Carla D’Orta


COORDINATORE DEL REPORT

Prof. Mario Scelsa

Elaborazione dati: Prof. Antonio Nigro
Foggia 17 giugno 2009

 

SGUARDO D’INSIEME

Il primo dato sintetico che emerge dalla lettura dei risultati degli scrutini finali è la conferma del trend positivo della valutazione degli alunni del nostro istituto. Preso come punto di partenza l’anno scolastico 2005-2006, in cui la percentuale di successo scolastico era inferiore a quella d’insuccesso (alunni non promossi + alunni con debito scolastico), 46,19 contro il 53,81, la percentuale di alunni promossi è aumentata di oltre 15 punti: 61,50% di promossi, contro il 38,50% di alunni non promossi o sospesi.
In riferimento alla percentuale di alunni non promossi negli istituti secondari di secondo grado, inoltre, il dato del nostro istituto è decisamente inferiore (quasi la metà) rispetto al dato nazionale, pubblicato dal MIUR:

Dato nazionale: 17,8%
I.T.G. “Masi”: 10,26%

A quali fattori va attribuito questo risultato decisamente incoraggiante e gratificante? E inoltre, quale significato esso assume rispetto ai livelli di competenze, richiesti dal MIUR e misurati secondo standard europei (modello OCSE-PISA di riferimento per la fascia dell’obbligo)?

I dati di seguito proposti non forniscono risposte univoche, ma possono aiutare a capire meglio alcuni cambiamenti significativi in atto nel nostro istituto e a meglio focalizzare alcune criticità in esso presenti al fine di formulare ipotesi motivate per il miglioramento dell’azione educativa nei prossimi anni scolastici.


GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI

Dai dati iniziali sono stati eliminati tutti i voti che non prevedevano una classificazione numerica o che erano ininfluenti:
i giudizi di religione
tutte le valutazioni espresse con N.C.
i voti di educazione fisica e di condotta, perché tutti positivi (voto = o >6 );
Inoltre:
la comparazione dei voti è riferita a dati resi omogenei: accorpamento in un unico voto per le valutazioni del primo trimestre (media tra voto orale, scritto e/o grafico) e voto unico espresso direttamente dai docenti, nello scrutinio finale;
la mappa del rischio (= non promozione), proposta nel primo trimestre per la previsione di fine anno è sovrastimata rispetto ai criteri di non promozione definiti collegialmente. La mappa di rischio, infatti, fa riferimento ad alunni che hanno riportato cinque o più insufficienze gravi (< 5), mentre per il Collegio bastano quattro insufficienze gravi per non promuovere. Nonostante tale restrizione il numero di alunni non promossi è inferiore alla stima fatta nel precedente report.
I dati riguardano solo gli studenti frequentanti i corsi antimeridiani, complessivamente nr. 507 studenti.

Nelle pagine che seguono sono riportate le tabelle ed i grafici che sintetizzano i principali risultati dello studio:
tabella riepilogativa relativa ad alunni promossi, sospesi e non promossi, raggruppati per classi e per totali biennio e triennio (tavola 1);
confronto analitico per classe, con esclusione delle classi quinte (tavole 2-6);
confronto mappa alunni a rischio(dati riferiti al primo trimestre) e risultati effettivi di fine anno: dati sintetici (tavola 7) e analitici (tavole 8-11);
incidenza dei PON su alunni a rischio, relativamente ad alcune discipline: Scienze-Chimica, Fisica, Matematica (tavola 12);
esito complessivo scrutinio finale (tavola 13) dati alunni promossi, non promossi e sospesi;
tabelle riguardanti la media e la varianza dei voti espressi nello scrutinio finale.

La lettura dei dati invita a un cauto ottimismo. I dati, infatti, sembrano premiare una sobria “riforma” fatta di attenta organizzazione, trasparenza nell’amministrazione, coinvolgimento progressivo degli studenti e delle famiglie nell’azione educativa, interventi massicci di attività a sostegno delle carenze evidenziate dagli studenti nel corso dell’anno, attraverso i PON, le attività integrative, l’alternanza di scuola lavoro, gli interventi di recupero, gli sportelli didattici, sebbene spesso disattesi, questi ultimi, in percentuali piuttosto alte dagli alunni medesimi.

Interessante è come l’insieme dell’attività didattica e delle iniziative che l’accompagnano, sia percepito positivamente dalle famiglie, cui il questionario è stato rivolto, e la grande fiducia (o delega?) che esse ripongono nel nostro istituto, riconoscendogli un ruolo importante e determinante nella trasmissione dei saperi, nella preparazione professionale, nella crescita umana e civile dei propri figli. La cosa è ancor più sorprendente se si considera che la scuola è oggi delegittimata nel suo compito istituzionale e trattata come un’azienda in bancarotta meritevole di biasimo e di drastici tagli per il cattivo uso che fa delle proprie risorse materiali, umane e formative.

Il Piano integrato, messo a punto per il prossimo biennio scolastico 2009-2010 e 2010-11, recepisce le criticità emerse negli anni precedenti e durante la fase di elaborazione della Scheda di autodiagnosi e costituisce una grande opportunità di cambiamento, anche per la più razionale gestione dei tempi e dei modi d’intervento finalizzati sia all’acquisizione delle competenze chiave che alla sollecitazione delle eccellenze.


CRITICITA’

Alto numero d’insufficienze nel primo trimestre
Scarsa efficacia dei moduli recupero di 15 ore a causa dell’alto numero di assenze e/o di risultati negativi;
Uso improprio dello sportello didattico - ridotto a una cattiva copia del corso di recupero - sia per l’errata identificazione dei destinatari sia per la collocazione temporale (concentrazione negli ultimi tre mesi dell’anno scolastico)
Assenza di prove comuni di valutazione degli apprendimenti disciplinari.


PROPOSTE PER IL PIANO DI MIGLIORAMENTO

Due sostanzialmente sono le direzioni verso cui questo istituto deve muoversi nel prossimo biennio:
la prima consiste in un’azione educativa e formativa, ampia ed articolata, basata sulla prevenzione piuttosto che sul recupero affannoso e inefficace nel corso dell’anno;
la seconda, un corollario della prima, mira al superamento della logica degli “interventi paralleli”. La delega degli insuccessi o delle eccellenze agli interventi pomeridiani (PON, recuperi e sportelli didattici) può essere perversa e controproducente. Un’innovazione che dovesse passare attraverso gli interventi straordinari dei PON, affidata prevalentemente agli esterni, potrebbe innescare un conflitto educativo e segnare il fallimento dell’attività curriculare.

In particolare, in riferimento alla situazione delle numerosissime carenze diffuse, che in genere caratterizza i risultati del primo scorcio dell’anno, è auspicabile pensare a:
strategie didattiche alternative che valorizzino il ruolo attivo dell’alunno nell’apprendimento;
attività interdisciplinari per il rinforzo delle competenze trasversali;
sportello didattico o studio guidato, in itinere, in rapporto alle reali esigenze degli alunni;
moduli specifici per competenze disciplinari di base (sul modello PON);
prove di verifiche comuni (per disciplina e per classi parallele) sulla base di criteri di valutazione condivisi.

 

Foggia 17/06/2009                                                                                Prof. Mario Scelsa