Monitoraggio e Valutazione
Approfondimenti qualitativi biennio
Dalle interviste focalizzate ai docenti e ai tutor e dal focus group con
i ragazzi sono emerse alcune evidenze degne di nota.
Docenti e tutor hanno messo in risalto una serie di aspetti relativi a:
> la dimensione organizzativa interna al progetto con particolare riferimento
alla gestione della selezione dei ----partecipanti e del confronto con i docenti
della mattina;
> la gestione delle dinamiche relative all'interazione all'interno dell'aula
fra docenti e alunni e fra i ragazzi;
> gli esiti prodotti (attesi e inattesi) in termini di miglioramento
nell'apprendimento e di potenziamento delle -----capacità relazionali;
> criticità e punti di forza.
Rispetto alla dimensione organizzativa è stato messo in evidenza
come una delle fasi più delicate, soprattutto in progetti di recupero
personalizzato, sia costituita proprio da quella iniziale di selezione dei
partecipanti. La costituzione del gruppo classe e la sua definitiva composizione
riveste una centralità indiscussa, proprio per la valenza latamente
formativa di questo momento, in cui si stabiliscono le regole della partecipazione
alle attività, ci si assegna dei ruoli, si instaurano rapporti di
reciproca conoscenza e di affidamento fiducioso. La natura sperimentale
dell'iniziativa ha fatto sì che si siano date adesioni anche in itinere,
al progetto da poco iniziato. Ciò ha prodotto un effetto di perturbazione
all'interno del gruppo di lavoro già costituito, effetto che docenti
e tutor hanno dovuto gestire, arginandone le derive dispersive. Docenti
e tutor intervistati alla fine del mese di maggio hanno sottolineato come
la risposta iniziale data dai ragazzi sia stata molto positiva in termini
di aspettative soprattutto in considerazione delle condizioni di partenza
dei partecipanti, che rendevano nella maggior parte dei casi plausibile
e ragionevole l'ipotesi di rischio concreto di perdita dell'anno scolastico.
I risultati immediatamente percepibili sono quelli di cui hanno avuto contezza
i docenti nel farsi del progetto stesso. Per loro si può infatti
parlare di risultati di processo, di miglioramenti in itinere, in quanto
la situazione di alunni portatori di gravi lacune e carenze nonché
di difficoltà relazionali è in progress.
Se per verificare l'effettivo miglioramento in termini di acquisizione di
competenze e recupero del ritardo occorrerà verificare il miglioramento
complessivo registrato in tutte le materie e la ripresa in ciascuna di esse,
un primo risultato interessante è rappresentato dalla generale rimotivazione
indotta e dal fatto di essere riusciti comunque a tenere "agganciati",
pure se in una situazione di equilibrio precario, soggetti tentennanti e
in bilico. Le difficoltà legate alla mancanza di metodo di studio
e di organizzazione del lavoro di studio in genere sono state nella maggior
dei casi superate con esisti positivi, avendo provveduto a fornire ai ragazzi
un impianto metodologico di base a cui riferirsi per affrontare lo studio
con sistematicità. Il contatto ravvicinato e la relazione diadica
ha favorito, anche se solo parzialmente, inoltre, il superamento dei problemi
di disciplina e scarsa scolarizzazione. Le intemperanze e le insofferenze
che si manifestano nei contesti allargati, di gruppo, si attenuano fino
quasi a scomparire allorché ci si ritrovi in contesti più
ristretti. La difficoltà vera consiste nel mantenere le acquisizioni
e gli stati raggiunti, soprattutto sotto il profilo disciplinare, anche
alla ripresa dell'anno scolastico.
Un aspetto da non trascurare riguarda il coinvolgimento dei consigli di
classe e la gestione compartecipata del recupero anche con i docenti del
mattino.
Gli alunni hanno tutti segnalato l'opportunità dell'affidamento del
recupero pomeridiano ai propri docenti, suggerendo come prioritaria questa
indicazione nel caso di riedizione del progetto stesso. La maggiore conoscenza
dei ragazzi da parte dei docenti, delle loro carenze così come anche
delle loro potenzialità, e al contempo, la inevitabile continuità/contiguità
che si creerebbe tra le lezioni e gli argomenti trattati il pomeriggio e
la programmazione della mattina rappresentano per i ragazzi requisiti imprescindibili
per un efficace recupero. Inoltre, l'eterogeneità della composizione
delle classi, formate da alunni di primo e secondo anno, non ha sempre permesso
al docente di attuare interventi personalizzati, costringendo spesso gli
alunni del secondo anno a ripetere argomenti già noti, laddove si
sarebbe preferito approfondire i temi in corso di trattazione durante le
lezioni della mattina.
Inoltre, i docenti che hanno partecipato al progetto auspicano un contatto
più assiduo, una sensibilizzazione maggiore ed una partecipazione
attiva all'iniziativa, da parte dei docenti della mattina, soprattutto in
termini di definizione delle priorità di intervento, di individuazione
delle difficoltà maggiori incontrate dai ragazzi, di definizione
dei profili individuali dei partecipanti, di monitoraggio del miglioramento
del rendimento e delle ricadute del recupero pomeridiano sulle competenze,
gli apprendimenti e sulla disciplina scolastica, di segnalazione, infine,
delle eventuali modifiche e riorientamenti da apportare alle attività.
Da ultimo, sembra aver funzionato molto bene, riscuotendo successo tra i
ragazzi, il peer teaching, novità assoluta nel panorama progettuale
della scuola, metodo che è risultato molto efficace soprattutto nelle
fasi iniziali, quando la motivazione dei partecipanti era molto forte.
Approfondimenti qualitativi triennio
Le interviste in profondità, condotte sulla base della traccia
presentata nella premessa al presente lavoro e il focus group con gli alunni
hanno contribuito a far emergere ambiti problematici e fronti di riflessione
molto stimolanti.
In primo luogo occorre segnalare la radicale diversità di prospettiva
in cui si colloca questo intervento di recupero rispetto al precedente che
ha interessato il biennio.
Nel caso del recupero degli alunni del triennio, l'orientamento al compito,
e più specificamente l'acquisizione di competenze tecniche nell'utilizzo
di un programma di progettazione, unito ad una visita guidata presso la
fiera dell'edilizia di Bologna e l'opportunità di effettuare uno
stage presso un'azienda operante nel campo dell'edilizia, hanno sicuramente
costituito degli incentivi all'adesione al progetto e hanno contribuito
a mantenere alta la motivazione iniziale alla partecipazione, che ha invece
subito una flessione nel recupero del biennio.
Alcuni ragazzi hanno addirittura ammesso che qualora i curricola ordinari
avessero contemplato sessioni di carattere pratico, non sarebbe stata per
loro così pressante l'esigenza dì intraprendere un percorso
progettuale di tale genere.
Inoltre, la piacevolezza delle lezioni è stata garantita dal fatto
che l'apprendimento fosse finalizzato ad un obiettivo specifico. Le lezioni
di Cad base e avanzato sono state improntate all'utilizzo concreto da parte
di ciascun alunno individualmente del programma di progettazione (cosa che
di solito non accade durante le esercitazioni previste nel corso delle lezioni
consuete, in quanto è difficile che sia disponibile una postazione
di lavoro per ciascun alunno).
In tal modo i partecipanti, finalizzando il processo formativo sono riusciti
ad accrescerne l'efficacia operando altresì una sintesi personale
dei contenuti proposti e rielaborandoli a seconda delle proprie esigenze
pratiche.
Per il triennio non si è posto il problema dell'eterogeneità
dell'aula né quello della compattezza della stessa. È come
se l'accuratezza nell'individuazione dello stato di destinazione a cui si
tendeva attraverso la realizzazione del progetto formativo avesse contribuito
a far passare, in un certo senso, in secondo piano la problematicità
dello stato di partenza dei partecipanti.
Se sono risultate molto apprezzate le attività condotte con gli insegnati
di Cad, in quanto caratterizzate da un impianto metodologico interattivo
e dunque alternativo rispetto all'ortodossia didattica a cui i ragazzi sono
abituati, di contro non hanno entusiasmato le lezioni impostate tradizionalmente in maniera frontale.
Come è stato evidenziato dai ragazzi, si tratta di lezioni che perdono
di efficacia formativa se inserite in un contesto di apprendimento innovativo
e rivolto ad un target molto specifico come in questo caso.
In rapporto alla presenza di un tutor esterno, si segnala l'assoluta validità
della proposta, che si può pensare di replicare, prevedendo, per
ovviare alle limitazioni insite nel mancato controllo del dominio contenutistico
da parte di una figura non esperta degli argomenti oggetto di trattazione,
una presenza tecnica di supporto/affiancamento sul versante appunto dei
contenuti.
Conclusioni
A conclusione dell'indagine svolta emergono evidenze interessanti non
solo in rapporto all'esperienza formativa condotta, ma soprattutto nella
prospettiva di una eventuale ripresa o riedizione del corso.
Proprio in ragione del carattere fortemente innovativo della proposta progettuale
attuata, si ritiene quanto meno opportuno prevedere una prosecuzione dell'iniziativa
adeguatamente rivista in modo da tener conto di quanto emerso nella precedente
esperienza.
È evidente la forte esigenza, da una parte, di fornire agli alunni
sottoequipaggiati dal punto di vista educativo ma anche relazionale e psico-sociale,
in alcuni casi, opportunità formative di riallineamento delle competenze
e degli apprendimenti, e, d'altra parte, l'esigenza di strutturare momenti
dedicati alla realizzazione di attività pratiche soprattutto, ma
non solo, per gli alunni del triennio, da realizzarsi o attraverso il riassorbimento
di tali sessioni operative all'interno della programmazione ordinaria, o
destinando ad esse spazi e momenti specifici al di fuori dell'attività
ordinaria. L'esperienza del recupero personalizzato, soprattutto nel caso
degli alunni del triennio, fornisce indicazioni inconfutabili sull'efficacia
di progetti orientati specificamente a realizzazioni concrete e al raggiungimento
di obiettivi molto specifici. Gli alunni del triennio hanno manifestato
un elevato grado di interesse ed una forte spinta motivazionale fin dall'inizio,
mantenutisi entrambi su livelli elevati fino alla conclusione del progetto.
Probabilmente è da attribuirsi proprio alla diversità dei
mandati formativi (il recupero puro nel caso del biennio e invece il rafforzamento
e l'acquisizione di competenze extracurricolari nel caso del triennio),
il fatto che le valutazioni espresse dai partecipanti risultino, pur in
un contesto di generale soddisfazione, alquanto differenziate a seconda
che si considerino gli alunni del biennio o quelli del triennio.
Sicuramente il corso ha "funzionato" su più fronti, suscitando
interesse, stimolando la curiosità e contribuendo a far emergere,
in alcuni casi, la consapevolezza dell'esistenza di vincoli organizzativi
o di altra natura interni alla struttura scolastica di appartenenza, ed
in genere mettendo in discussione, come sempre accade quando ci si confronta,
l'esistente, cercando di individuare migliorie da apportare e novità
da introdurre. In questo senso, forse, è risultata decisiva la componente
della sensibilizzazione e della socializzazione degli intenti progettuali
all'interno dei consigli di classe, come fattore di fondamentale importanza
per la buona riuscita del corso.
Soprattutto in rapporto alla rivitalizzazione dei giacimenti motivazionali
dei partecipanti non si hanno dubbi sul fatto che siano stati raggiunti
gli obiettivi formativi prefissati. Come si è avuto modo di sottolineare,
occorre però mantenere alto il livello di vigilanza nei confronti
degli andamenti scolastici degli alunni avuti in carico nel progetto di
recupero personalizzato, pena lo svilimento degli sforzi compiuti e, soprattutto,
la demotivazione dei corsisti stessi. Sebbene l'obiettivo di un progetto
di recupero consista nel rendere l'alunno capace di affrontare autonomamente
le difficoltà connesse all'organizzazione delle attività di
studio e ricerca, dopo avergli fornito l'attrezzatura metodologica necessaria
per realizzare tale compito, è implicito in esso un'attenzione globale
per la persona in sé, che non si esaurisca al termine del progetto,
ma che impone all'intera struttura scolastica di mantenere con i corsisti
un rapporto di reciproca fiducia e tutela. Una sorta, cioè, di patrocinio
formativo che aiuti l'alunno a sentirsi parte di una struttura più
ampia di cui tra l'altro senta di condividere gli obiettivi e le finalità.
In vista di una riedizione del progetto se da una parte bisogna tenere in
considerazione le valutazioni espresse da tutti i partecipanti in ordine
alle diverse aree tematiche individuate, occorre soprattutto e prioritariamente
procedere ad un chiarimento degli obiettivi formativi specifici, perimetrando
i confini degli interventi da mettere in campo, optando per una metodologia
fortemente interattiva e compartecipata, di gran lunga preferita alle lezioni
frontali, e soprattutto prevedendo una determinante socializzazione e condivisione
a livello sistemico degli intenti progettuali e prevedendo una chiara definizione
dei target coinvolti fin dall'inizio e preliminarmente all'avvio delle attività.
In conclusione si sottolinea come il progetto nonostante scontasse il fatto
di rappresentare un primo tentativo di sperimentazione di processi di recupero
formativo ha senz'altro contribuito a porre le basi per una promettente
evoluzione migliorativa dei processi di progettazione e realizzazione di
percorsi formativi ad hoc, a partire da quanto realizzato e sulla scorta
delle indicazioni emerse dalla valutazione effettuata.
