Prevenzione della dispersione - Recupero Educativo Personalizzato
Formazione formatori
Alla presenza del gruppo dei docenti che hanno partecipato alle giornate
di formazione, si sono svolti gli incontri che avevano come oggetto un importante
argomento di rilevanza strategica nel contesto scolastico: la dispersione
scolastica. Gli incontri si sono svolti con modalità di gruppo interattivo
che ha favorito il confronto e il racconto delle proprie esperienze nel
corso dell'attività didattica. I docenti hanno interagito attivando
le loro risorse e rapportandosi produttivamente agli argomenti in oggetto.
Gli incontri sono stati divisi in due sessioni, la prima teorica e la seconda,
più pratica, che ha coinvolto ogni membro in un dibattito e in un
confronto. In ogni articolata vicenda esistenziale si sperimentano molteplici
forme di disagio per le quali si richiede da parte dell’insegnante
un compito di monitoraggio pedagogicamente orientato.
In molti casi però alcune situazioni particolari possono aggravare
la condizione di disagio e farle oltrepassare i rassicuranti confini della
cosiddetta "normalità". Non è un caso, infatti,
che spesso per gli studenti il disagio equivalga ad una spirale progressiva
che va da un malessere psicologico nei confronti della propria esperienza
scolastica, ad una difficoltà evidente nel realizzare i propri obiettivi
formativi, alla bocciatura, fino all'abbandono ed alla dispersione. Il disagio
scolastico è uno stato emotivo non correlato significativamente a
disturbi di tipo psicopatologico, linguistico o cognitivo, ma che si manifesta
attraverso una serie di comportamenti di rifiuto delle attività scolastiche,
tali da impedire l'utilizzo delle proprie capacità cognitive, affettive
relazionali.
Il disagio scolastico è una manifestazione e un aspetto del disagio
giovanile che può manifestarsi con varie modalità tra cui
comportamenti di disturbo in classe, irrequietezza, difficoltà di
concentrazione e di apprendimento, scarsa motivazione, abbandono, dispersione
scolastica, accumulo progressivo dei deficit. Le situazioni a rischio devono
essere tenute sotto controllo e la scuola e gli insegnanti occupano un posto
di primo piano nell'organizzazione di strategie precauzionali. Senza dubbio
non possiamo investire unicamente la scuola di tale funzione, non essendo
l’unica agenzia preposta alla prevenzione ed all’intervento
educativo.
La realizzazione di questo obiettivo non può essere compito unico
dell'istituzione-scuola: la responsabilità formativa deve infatti
essere condivisa anche dalla famiglia a cui spetta il primario compito della
socializzazione ed alle istituzioni e servizi territoriali che dovrebbero
essere sensibili alla costruzione di una società educante. Alla scuola
però, spetta il compito di assumere, all'interno di un sistema formativo
integrato, una chiara consapevolezza di questo compito, nella convinzione
che il mantenimento di una funzione meramente trasmissiva comprometterebbe
il suo ruolo formativo.
L'esperienza scolastica per quanto rivesta un ruoto centrale per la crescita
di ogni individuo, non è accompagnata da quella motivazione ad apprendere
che spingerebbe gli adolescenti ad investire le loro energie intellettuali
in un percorso formativo intenzionale. Per aiutare gli studenti a “guarire
dal mal di scuola" è pertanto necessario focalizzare la nostra
attenzione sull'aspetto motivazionale come elemento di fondamentale importanza
per il successo scolastico.
Una prospettiva educativa che voglia rapportarsi con la complessità
dei fenomeni connessi al disagio e che ambisca ad intervenire consapevolmente
ed a mettersi in contatto con le giovani generazioni, non può non agire
sulla implementazione della motivazione. Le strategie sono plurime e vanno
dal rafforzamento della motivazione, alla scelta di strategie didattiche personalizzate,
all'intervento teso al rafforzamento del senso di self-efficacy. Il progetto
educativo, in altre parole, deve creare le condizioni affinché ogni
soggetto possa esprimere la propria singolarità ed autostima e possa
attribuire significatività al proprio apprendimento. L’insegnante
deve quindi predisporre le esperienze in classe in modo tale che gli alunni
possano raggiungere un certo livello di autostima, necessario per far sviluppare
loro delle aspirazioni conoscitive e formative, il docente deve investire
risorse culturali ed energie personali.
Condurre l'insegnamento facendo riferimento alle motivazioni è sicuramente
un metodo molto valido sia perché permette che l'alunno motivato si
applichi con interesse al lavoro scolastico, ottenendo così maggiori
successi nell'apprendimento, sia perché garantisce un miglior rendimento
anche di quei soggetti con elevato livello di ansia. La partecipazione dell'alunno
diventa in tal modo un elemento centrale nella costruzione del sapere, nella
condivisione e nella trasmissione delle conoscenze.
Gli argomenti teorici hanno visto, nella loro centralità, la definizione
della dispersione implicita, esplicita e sommersa e tutti gli aspetti concernenti
tale tipo di difficoltà. In seguito ho cercato di porre l'attenzione
sugli aspetti relazionali nei rapporto docenti-alunni insieme alla descrizione
della fascia evolutiva, quella adolescenziale, in cui tale difficoltà
viene a manifestarsi; infine ho trattato tutti gli aspetti comunicativi della
relazione a due, il senso di autoefficacia con riferimento al problem soiving
come strategia comportamentale.
La comunicazione è un fenomeno importantissimo che riguarda tuffi gli
esseri viventi ed in particolare l'uomo il quale, in quanto “animale
sociale” per eccellenza, non può fare a meno dì instaurare
forme relazionali e rapporti di associazione. La conoscenza e padronanza di
uno stile comunicativo efficace è pertanto essenziale per la creazione
di rapporti di relazione e socializzazione e risulta indispensabile in un
ambiente come quello scolastico. Lo stile comunicativo usato in ambito scolastico
è infatti molto importante poiché può ricoprire una funzione
di facilitazione o di ostacolo al processo di insegnamento-apprendimento.
La problematica della comunicazione educativa si rivela quindi di estrema
importanza nella delineazione della figura dell'insegnante e dei suoi rapporti
con gli studenti, soprattutto quelli che presentano vissuti di disagio. La
capacità di ascolto attivo che ogni insegnante dovrebbe sviluppare
attraverso l'esperienza, inserisce così una metodologia nuova e trasforma
la figura del docente che si pone come obiettivo quello di facilitare gli
allievi a chiarirsi cognitivamente ed emotivamente, mettendoli in condizione
di affrontare con più consapevolezza le diverse situazioni. Si sottolinea
che lo stile comunicativo del gruppo classe risulta funzionale per la prevenzione
della dispersione scolastica. Il momento della comunicazione costituisce parte
integrante e imprescindibile dell'azione di insegnamento e si rendono necessarie
sia un'analisi attenta del comportamento comunicativo in classe sia un'osservazione
sistematica degli errori di comunicazione nella prassi scolastica, garantendo
il proprio contributo al processo di apprendimento e di formazione in termini
di relazioni. In questo modo, l'insegnante influenza i comportamenti degli
allievi utilizzando il proprio. Il processo di influenza è tanto più
ovvio ed evidente quanto più chi è coinvolto nell’interazione
si pone in una situazione di interdipendenza e di dialogo alla pari.
